Balneari. dopo l’estenuante attesa la delusione

da | 05 Set 2024 | Balneari, Novità | 0 commenti

E’ il commento di Andrea Fidanzi, presidente di Confartigianato Imprese Demaniali Toscana sulla soluzione che il Governo ha individuato per risolvere l’annosa questione dei balneari. Per Fidanzi: “Eravamo coscienti che l’adeguamento alla Direttiva Bolkestein avrebbe prima o poi cambiato l’attuale sistema delle concessioni. Era evidente che avremmo dovuto affrontare le evidenze pubbliche, c’era la disponibilità a rivedere gli importi dei canoni, a mettersi in gioco con una progettualità più dinamica, a non dare per scontato il diritto di insistenza. Ma la soluzione partorita da questo governo dopo lunghissimo silenzio, promesse eclatanti e iniziative ai limiti della credibilità, è veramente incomprensibile. La questione più grave e totalmente inaccettabile è relativa al criterio di indennizzo al concessionario uscente. Per rendere chiaro il concetto, qualora un concessionario dovesse perdere la propria concessione, si vedrebbe costretto a cedere forzosamente la propria azienda al subentrante. Azienda che, pur insistendo su un terreno pubblico, deve indubbiamente essere considerata proprietà di chi l’ha creata e gestita. Nel momento in cui dovesse venire acquisita da un nuovo proprietario, essa avrebbe un valore ben preciso, formulato sulla base di chiare norme contabili e fiscali alla luce della sua redditività, del patrimonio di clientela e della reputazione acquisita, nonché del valore commerciale delle strutture e delle attrezzature. Nelle operazioni di compravendita, l’Agenzia delle Entrate accerta il reale valore verificandone la congruenza con le imposte versate, mentre nella norma che il Governo si accinge a varare il corrispettivo che il subentrante dovrà versare è limitato al valore degli ammortamenti residui e agli investimenti fatti negli ultimi 5 anni e non ancora ammortizzati. In sostanza, chi dovesse aggiudicarsi la gara, si ritroverebbe un’azienda già avviata, perfettamente funzionante e con un patrimonio di clienti e di notorietà che consentirebbe una immediata redditività, a fronte della corresponsione di una cifra enormemente inferiore rispetto al valore reale. Una mostruosità giuridica, di fronte alla quale tutte le altre amenità contenute nella norma diventano quisquilie. Un metodo per creare il caos, intasare i TAR di ricorsi, mettere in crisi tutto il sistema di piccoli produttori artigianali, panificatori, pasticceri, distributori alimentari, macellerie, settore ittico… Certamente le multinazionali e le grandi aziende che entreranno in gioco avranno fornitori centralizzati. E così il nostro sistema turistico e l’economia che ci gravita attorno riceveranno un’ennesima mazzata.”

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