Oltre il 58% delle imprese ha difficolta’ a trovare personale qualificato

da | 25 Mar 2024 | Artigianato, Emergenze, Eventi, Formazione, Giovani e lavoro, Innovazione | 0 commenti

Sono 125mila le micro e piccole imprese impegnate nella transizione digitale ma questo processo è frenato dalla difficoltà di trovare personale qualificato. Su 449mila lavoratori con elevate e-skill 4.0 richiesti dalle aziende, ne mancano all’appello 246mila, pari al 54,9%.

A lanciare l’allarme è Confartigianato con un rapporto dell’Ufficio studi presentato a Pesaro alla terza edizione della ‘Giornata della cultura artigiana’, evento annuale della la Confederazione che quest’anno ha fatto il punto sul grado di innovazione delle imprese e sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per ottimizzare la creatività e la qualità di prodotti e servizi made in Italy.

In generale, la scarsità di personale qualificato è indicato come il problema più grave dal 58,1% delle Mpi del nostro Paese, a fronte del 54,1% della media delle Mpi dell’Ue. Per le nostre aziende la difficoltà a trovare lavoratori con adeguate competenze viene indicata come addirittura di gran lunga più grave rispetto ai problemi della burocrazia, dell’accesso al credito, della concorrenza sleale.

In testa alla classifica dei lavoratori introvabili tra quelli capaci di gestire tecnologie relative a big data analytics, internet of things e robot vi sono gli elettricisti specializzati in costruzioni: lo scorso anno sono risultati difficili da reperire 11.900 su un fabbisogno delle imprese pari a 17.540. Difficile reperire anche 8.590 tecnici programmatori su un totale di 11.730. Arriva addirittura all’84% la quota di ‘introvabili’ nell’automotive: su 6.760 meccanici e autoriparatori è stato difficile trovarne 5.680. Stessa percentuale di difficoltà di reperimento per gli addetti ai macchinari utensili, pari a 6.350 lavoratori su 7.560. Due piccole imprese su tre (66%) hanno adottato interventi per attrarre e/o trattenere il personale qualificato. In particolare, hanno attivato o intensificato la collaborazione con le scuole, soprattutto quelle ad indirizzo tecnico e professionale.

“La carenza di personale qualificato nell’IA – sottolinea il Presidente di Confartigianato Marco Granelli – è un’emergenza da affrontare subito con un’adeguata politica formativa. Altrimenti rischiamo di subire soltanto i rischi dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro, senza riuscire a coglierne le opportunità di nuova occupazione offerta dalle aziende. Ne va anche della competitività dei piccoli imprenditori, impegnati ad utilizzare l’IA con l’intelligenza artigiana per potenziare la qualità made in Italy delle loro produzioni”.

Leggi l’articolo e guarda i video ed il servizio del TG1 sull’evento di Confartigianato Imprese al link: urly.it/3-y10

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