Superbonus. l’ ennesimo cambio di normativa che mette in grave difficolta’ le imprese

da | 02 Apr 2024 | Artigianato, Bonus casa, Costruzioni, Norme e Leggi, Novità | 0 commenti

“Quella del superbonus è una vicenda sempre più intricata e costellata di ostacoli. Ora siamo all’ennesimo cambio di normativa in corsa – ha dichiarato il Presidente di Confartigianato Imprese Marco Granelli – che arriva a ridosso delle scadenze e in coincidenza con le festività, rendendo così ancor più difficile la corretta informazione nei confronti delle imprese coinvolte”. Il Governo inaspettatamente ha emanato in questi giorni un nuovo Decreto sul superbonus che per Confartigianato riduce e burocratizza ulteriormente le maglie della cessione e dello sconto impattando fortemente, ancora una volta , sulle MPI e sulla valenza sociale degli interventi come nel caso degli immobili danneggiati da eventi sismici. E’ evidente che senza un ripensamento il provvedimento inciderà negativamente sui contratti già in essere, ma di cui non è ancora stata iniziata l’esecuzione, compromettendo la stabilità delle imprese interessate e il ritorno alla normalità delle zone terremotate. Confartigianato auspica un ripensamento da parte del Governo della disposizione, consegnando al Parlamento, in assenza di modifica prima della pubblicazione del D.L. in G.U, l’impegno di un intervento correttivo. Continua Granelli: “Apprezziamo la limitata apertura agli interventi correttivi per sconto in fattura da superbonus nelle Aree Sisma Abruzzo/Italia centrale, con un tetto di spesa di 400 milioni. Ma nulla cambia, nel testo circolato, per quanto riguarda la situazione delle case popolari IACP, cooperative, terzo settore e barriere architettoniche. E, purtroppo, nel nuovo testo riscontriamo una ulteriore stretta alle opzioni di sconto/cessioni, questa volta con effetti estesi a tutta la platea degli interventi”. Coloro che, pur potendo continuare a godere del mantenimento dell’opzione per sconto/cessione per gli interventi coperti da CILA antecedente al 16 febbraio 2023, potranno ora, con il nuovo testo, usufruirne soltanto se dimostreranno di aver realizzato anche in parte gli interventi, sostenuto la relativa spesa documentata da fattura emessa entro la data di entrata in vigore del DL (presumibilmente 30 marzo 2024). Veri giorni di passione per le imprese che, entro la data di entrata in vigore del DL, non avranno avuto la “premonizione” di fatturare spese per lavori già eseguiti, lasciando i contratti in balia delle contenzioni che ne deriveranno.

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