Un’apprendista su tre lavora nelle imprese artigiane

da | 13 Mag 2022 | Artigianato, Giovani e lavoro | 0 commenti

COMUNICATO STAMPA

Confartigianato Toscana. Giusti: “Un’apprendista su tre lavora nelle imprese artigiane. Migliorare la disciplina dell’apprendistato ma no a precariato ed ulteriori adempimenti e costi”

Firenze, 13 maggio.  È stata recentemente presentata presso la Camera dei Deputati una proposta di legge per modificare la disciplina del contratto di apprendistato, oggi regolamentato dal  D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81. L’urgenza di rilanciare l’apprendistato, per favorire la formazione dei giovani ed il loro ingresso nel mondo del lavoro, è particolarmente sentita a causa della crisi sanitaria ed economica legata alla pandemia da Covid-19 che ha determinato un incremento della disoccupazione giovanile.  Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato in Italia il tasso di disoccupazione giovanile e il numero di persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione (i cosiddetti NEET) sono pari al 23,3% – la quota più elevata tra gli Stati dell’Unione europea. In parallelo si osserva il paradossale aumento della difficoltà per le imprese di reperire personale, in particolare specializzato.

Per il presidente di Confartigianato Imprese Toscana Luca Giusti: “Le piccole imprese artigiane sono protagoniste della ripresa post pandemia. Assumono, investono nella formazione e ricorrono frequentemente all’apprendistato. Nel manifatturiero e nelle costruzioni (settori che rappresentano il 60,6% dell’artigianato) un apprendista su tre è assunto nelle imprese artigiane. L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato e l’imprenditore che assume un giovane apprendista investe nella sua formazione e nel futuro della propria impresa. Siamo quindi contrari alla proposta di legge che introduce la possibilità di recesso anticipato, prima del termine del periodo di formazione, perché questo non farebbe che aumentare la precarietà del lavoro giovanile.”

Secondo Confartigianato altre criticità della proposta di legge riguardano la restituzione dello sgravio fruito in caso di recesso anticipato dal contratto, la soglia minima di retribuzione stabilita, che interviene su una materia che deve restare di competenza esclusiva della contrattazione collettiva, e quella che fissa a 15 dipendenti il limite dimensionale delle imprese che devono rispettare le clausole di stabilizzazione elevando peraltro anche le percentuali di stabilizzazione.

Prosegue poi il presidente Luca Giusti: “Siamo contrari all’introduzione di altri adempimenti burocratici e di costi per le imprese che assumono. La proposta di legge prevede l’istituzione di una “Piattaforma dell’apprendistato” per la gestione dei contratti gestita dalle Agenzie per il lavoro, ma non si devono introdurre duplicazioni di adempimenti e di ulteriori oneri per le imprese. Confartigianato – sottolinea il presidente- ritiene che prima della riforma dell’apprendistato sia necessario sostenere l’investimento degli imprenditori nella formazione on the job. L’apprendistato di primo livello rappresenta solo il 4% del numero complessivo dei contratti di apprendistato a causa di rigidità burocratiche che vanno superate.  L’ apprendistato professionalizzante dovrebbe essere rilanciato, ripristinando la decontribuzione totale per i primi tre anni di contratto per le imprese artigiane e in ogni caso per quelle fino a 9 dipendenti. È essenziale incentivare e costruire una efficace filiera della formazione professionale – conclude Giusti – che parta dalle scuole superiori e trovi il suo completamento negli ITS per formare le professionalità che le imprese cercano”.

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Chiara Mercatanti 3479778005 chiara.mercatanti@gmail.com  press@ilogo.it 

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